Distrutta una delle strutture per la fruizione.
I tagli ai fondi di gestione operati dalla Regione impediscono di ricostruire e di programmare le azioni di tutela e valorizzazione dei prossimi mesi.

Nella mattinata di domenica 12 ottobre un grave incendio si è propagato lungo il versante gessoso in cui si apre l’ingresso della Grotta di Santa Ninfa, ricadente nell’omonima riserva naturale ed in aree demaniali appartenenti alla Regione Siciliana – Assessorato Territorio e Ambiente.

Dai sopralluoghi effettuati dal personale della riserva con il Corpo Forestale è stato rilevato che l’incendio è stato appiccato in aree esterne alla riserva, ad una distanza inferiore ai 100 m dal costone roccioso, e che si è propagato molto velocemente all’interno dell’area protetta, alimentato e spinto dal forte vento di scirocco, superando il viale parafuoco predisposto dall’Ente Gestore.

Sono andati in fumo circa 3 ettari di vegetazione spontanea caratterizzata da prateria ad ampelodesma e da gariga a timo arbustivo, che costituivano una delle aree di maggiore interesse naturalistico della riserva.

L’incendio ha anche interessato parte dell’area verde attrezzata lungo la SS 119, comprendente macchia mediterranea e bosco, punti ombra e tabelle divulgative, che è stata risparmiata solo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Castelvetrano. Purtroppo è andata distrutta una delle strutture in legno, che veniva utilizzata come magazzino e come punto di appoggio per le escursioni.

Un incendio di queste proporzioni in un’area così importante per la riserva, in cui abbiamo profuso molte energie e risorse, ci addolora profondamente – afferma il Direttore della Riserva Giulia Casamento – al momento dell’istituzione della riserva quest’area veniva utilizzata come discarica di inerti, e gradualmente, anche grazie a fondi regionali e comunitari e all’interesse della comunità locale, è stata trasformata in una delle zone più belle ed interessanti dell’area protetta.

Adesso – continua Giulia Casamento – chiediamo all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente di programmare la ricostruzione delle strutture distrutte e di dare un segnale forte sul territorio rafforzando le misure di protezione, garantendo le risorse per la valorizzazione delle aree protette e mantenendo i presidi costituiti dagli enti gestori. Per questo riteniamo gravi, inaccettabili ed immotivati i tagli di oltre il 30% ai fondi di gestione operati dalla Regione, che rischiano di moltiplicare l’effetto distruttivo del fuoco appiccato per dolo o anche per semplice colpa.