Nella spiaggia dell’Isola dei Conigli, una delle aree più belle ed interessanti della Riserva Naturale “Isola di Lampedusa” (istituita dalla Regione Siciliana ed affidata in gestione a Legambiente Comitato Regionale Siciliano), anche quest’anno si ripete il miracolo della schiusa dei nidi di Tartaruga marina: dal primo dei quattro nidi deposti durante l’estate, sono fuoriusciti in totale 74 piccoli che hanno già raggiunto il mare sotto l’occhio vigile degli operatori e dei volontari di Legambiente.

Dopo un’incubazione durata circa 60 giorni, le piccole tartarughe hanno rotto il guscio delle uova e hanno cominciato una lenta e faticosa risalita dal nido sepolto sotto la sabbia. Poi hanno atteso l’abbassamento della temperatura finchè, nella pace assoluta della notte, la prima piccola tartaruga ha iniziato la sua frenetica corsa verso il mare, guidata dal bagliore emanato dal mare.

Il carapace dei piccoli misura appena 4 cm e il loro peso si aggira mediamente sui 18 gr. Nonostante queste minuscole dimensioni, le piccole tartarughe, alla nascita, possiedono una straordinaria energia che permette loro di attraversare la spiaggia e allontanarsi velocemente dalla costa e dai pericoli più insidiosi per la loro sopravvivenza.

Durante la schiusa gli operatori della riserva, coadiuvati dai volontari di Legambiente e coordinati da Elena Prazzi, seguono la fuoriuscita dei piccoli per proteggerli da ratti, cani randagi ed altri possibili predatori, e da ogni eventuale disturbo (rumori, luci), il tutto senza turbare la naturalità dell’evento.

Sono stati proprio gli operatori della riserva, insieme ai volontari di Legambiente, a favorire, con un presidio permanente finalizzato al controllo della riserva e all’assistenza dei visitatori, la deposizione prima e la schiusa ora delle uova di questa specie protetta e minacciata di estinzione. Si tratta di un meraviglioso fenomeno naturale oramai rarissimo in Italia, a causa dell’urbanizzazione che ha sconvolto le caratteristiche di naturalità di gran parte delle nostre coste.

Il periodo riproduttivo della Caretta caretta coincide con il periodo estivo: la Tartaruga raggiunge la spiaggia durante la notte e qualsiasi luce, rumore o altro disturbo antropico è in grado di farla desistere. Il danno risulterebbe estremamente grave, stante la provata fedeltà della specie al sito di deposizione.
Raggiunta la spiaggia, scava una buca profonda circa 50 cm e depone in media un centinaio di uova. Dopo aver ricoperto il nido, si allontana verso il mare, per ritornare a deporre nella stessa spiaggia dopo due o tre anni.
Poiché la spiaggia dei Conigli è sottoposta a fruizione balneare, per salvaguardare i nidi dalla predazione e dalla presenza antropica viene posizionata una griglia metallica intorno al nido, infissa in profondità. Poi si installa un cartello informativo e si recinta l’area circostante. Da quel momento i nidi sono stati continuamente presidiati fino alla schiusa.

Per tutta l’estate Legambiente assicura la quotidiana manutenzione della spiaggia, per eliminare ogni traccia di presenza umana e svolge attività di sensibilizzazione verso i turisti, invitandoli a non abbandonare rifiuti,  ad usare i posacenere autoprodotti che vengono loro distribuiti, ad adottare comportamenti rispettosi. Infine si effettua un presidio notturno atto a scoraggiare eventuali visitatori.

Legambiente manifesta la più viva gratitudine ai volontari che hanno coadiuvato e che ancora sosterranno il personale della Riserva, con impegno, serietà ed inesauribile entusiasmo e tutti coloro che collaborano a proteggere la spiaggia, anche solo rispettando il regolamento della riserva.
Ogni ospite discreto e rispettoso, infatti, contribuisce a rendere possibile il ripetersi di questo straordinario evento e a difendere le tante meraviglie della natura di Lampedusa.

“Questo miracolo della vita che si rinnova – dichiara Giusi Nicolini,  direttrice della Riserva naturale – è per noi anche un segno di speranza per Lampedusa, isola-ponte tra due continenti, luogo obbligato di sosta per tante specie migratorie, uccelli, mammiferi marini, tartarughe e per migliaia di uomini in fuga dall’Africa. In questo particolare momento, mentre le 74 piccole tartarughe vanno incontro alla vita, il nostro pensiero va ai 73 eritrei che nel Mediterraneo hanno invece trovato la morte”.