Legambiente Sicilia, Ente gestore della Riserva Naturale “Grotta di Santa Ninfa”, ha recentemente consegnato all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente il Piano di Gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Complesso dei Monti di Santa Ninfa – Gibellina e Grotta di Santa Ninfa”.Il Piano, che è stato validato dal punto di vista tecnico dal Servizio 6° e dalla Task Force-Rete Ecologica dell’Assessorato e che si avvia ora per l’iter di approvazione in via amministrativa, riguarda un’area estesa 660 ettari, ricadente nei territori comunali di Santa Ninfa e Gibellina (in provincia di Trapani), e avrà il compito di tutelare le risorse naturali e di orientare in senso sostenibile lo sviluppo del territorio. Esso, inoltre, costituisce un’ulteriore opportunità per accedere ai finanziamenti europei del Programma Operativo FESR e del PSR 2007-2013, in modo particolare nei settori dell’agricoltura tradizionale, della protezione del paesaggio e della biodiversità, dell’organizzazione di un sistema di fruizione naturalistica del territorio.

Il Piano, redatto dal personale di Legambiente Sicilia impegnato nella gestione delle riserve naturali con la consulenza dell’Università di Palermo e di esperti in specifiche tematiche, ha consentito di aggiornare le conoscenze sulla flora e sulla fauna del Sito di Importanza Comunitaria. Ad oggi, infatti, sono state censite:

All’interno del Piano sono contenuti 70 interventi per le finalità di ripristino di ambienti degradati, conservazione della biodiversità, riqualificazione ambientale, promozione di programmi didattici, incentivazioni per l’utilizzo di pratiche più sostenibili in agricoltura, riduzione degli impatti ambientali, creazione di itinerari turistici, ecc.

La dotazione finanziaria per l’attuazione del Piano di Gestione nell’intero periodo 2009/2015 (cioè nei 7 anni in cui potrà attuarsi la spesa dei nuovi fondi comunitari) è stimata in poco più di 6 milioni di euro. Di questi:

  • circa 3 milioni di euro sono destinati a 23 interventi attivi nel campo della conservazione della natura, della gestione degli agroecosistemi e nella realizzazione di percorsi e strutture per la fruizione ed il recupero del patrimonio tradizionale sociale fisso;
  • 400 mila euro per 17 interventi di monitoraggio sull’evoluzione dello status degli habitat e delle specie di interesse comunitario e per approfondire le conoscenze sui Siti e sulle contigue aree della Rete Ecologica;
  • 2,2 milioni di euro per i regimi di aiuto a sostegno della multifunzionalità e diversificazione delle imprese agricole, della riqualificazione del patrimonio edilizio tradizionale e dello spazio rurale,  della nuova occupazione locale nei settori della fruizione e della gestione naturalistica;
  • 500.000 euro per interventi di formazione del personale, assistenza tecnica agli operatori economici, educazione ambientale e promozione della fruizione.

I Siti di Importanza Comunitaria in tal modo possono diventare dei “modelli” positivi di gestione del territorio, basati sulla tutela delle risorse naturali e culturali del territorio, ed orientati allo sviluppo socio economico delle comunità che vi risiedono.