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La geologia
L’isola di Lampedusa, situata nel Mediterraneo centrale, è molto più vicina all’Africa (da cui dista 138 km) che alla Sicilia (215 km di distanza). E’ l’isola maggiore dell’arcipelago delle Pelagie, con una superficie di circa 20 Kmq ed uno sviluppo costiero di 40 Km. Di forma triangolare, si estende per circa 11 Km di lunghezza lungo l’asse Est-Ovest, raggiungendo la massima quota (133 m s.l.m.) nella punta di Albero Sole.

Le peculiarità che caratterizzano il patrimonio naturale di Lampedusa, insieme alle affascinanti analogie del suo paesaggio con alcune zone dell’Africa settentrionale, sono determinate dalle origini e dalla conformazione geologica dell’isola. Lampedusa, infatti, poggia sulla piattaforma continentale africana, della quale rappresenta solo un piccolo lembo emerso. Di origine sedimentaria, l’isola è costituita da terreni calcarei che si sono depositati durante il Miocene medio-superiore. La successione geologica dell’isola comprende, dal basso verso l’alto, rocce prevalentemente carbonatiche, costituite da calcarei tufacei, seguite da strati calcarei e calcareo-marnosi di colore biancastro, alternati a marne grigie. L’isola si presenta come un piatto tavolato roccioso, leggermente inclinato in direzione SE. La particolare morfologia e le caratteristiche attuali del territorio, privo di copertura vegetale e fortemente eroso dall’azione dei venti e dei dilavamenti, conferiscono al paesaggio interno un aspetto paragonabile alle aree desertiche del Nord Africa. Questa uniformità è interrotta a meridione da alcuni valloni idrografici che costituiscono le emergenze più importanti del paesaggio dell’isola, sia dal punto di vista geomorfologico sia perché vi sopravvivono le più significative espressioni del patrimonio naturalistico dell’isola.

I valloni rappresentano un reticolo idrografico, ora non più attivo, dal percorso vario e sinuoso che consente di leggere le modifiche subite dall’assetto del territorio nel corso della sua formazione geologica. Si tratta di incisioni lunghe da 400 m a 1.560 m, con un aspetto simile a quello degli “uadi” della Libia, che sboccano a mare, formando splendide insenature sabbiose (le spiagge dell’isola dei Conigli, di Cala Pulcino e di Cala Galera) o suggestive valli sospese. In queste depressioni, protette dall’azione eolica, si rilevano accumuli di sedimenti sabbiosi e di terre rosse, quasi completamente assenti nel resto del territorio ove invece affiora solo la nuda roccia.

La conformazione geologica dell’isola di Lampedusa determina due distinte morfologie costiere: tutta la costa settentrionale e parte di quella occidentale (nel tratto compreso tra la Punta di Ponente e l’Isola dei Conigli) si presenta con imponenti falesie stratificate che scendono a picco sul mare o con ripide scarpate, mentre a sud (a partire da Cala Galera) la costa sidistende dolcemente verso il mare, articolandosi in baie, cale ed insenature con il caratteristico andamento a “rias”. Tutto il settore costiero della riserva riveste grande interesse da un punto di vista geologico e paesaggistico. Il settore occidentale, infatti, è interessato da intensi fenomeni erosivi che hanno modellato le falesie e determinato la formazione di piattaforme di marna, in grottati, cunicoli, antri e cavità ipogee, mentre il settore compreso tra Cala Galera e Cala Greca assume aspetti molto spettacolari per le numerose e profonde rientranze che ospitano anche piccole spiagge sabbiose.
 
 
Video Spot delle riserve naturali siciliane gestite da Legambiente Video Spot R.N. Isola di Lampedusa