Aumento delle

conoscenze

Il primo passo per una corretta gestione di un’area naturale protetta consiste nell’approfondita conoscenza degli ambienti naturali e dei loro equilibri ecologici; sin dall’istituzione delle riserve Legambiente ha dato quindi ampio spazio alla promozione di studi e ricerche, in collaborazione con Università, altri Enti di ricerca ed esperti in specifiche tematiche, che hanno consentito di ampliare le conoscenze sui territori e di orientare le attività gestionali.

Per ogni sito sono state redatte le diverse carte della natura, che riportano i risultati degli studi e dei rilievi in materia di geologia e geomorfologia, di flora, vegetazione e uso del suolo, di fauna, di ambienti marini. Inoltre all’interno delle grotte vengono monitorati annualmente i principali parametri climatici (temperatura e umidità) e l’anidride carbonica, per acquisire dati importanti sui vulnerabili equilibri ipogei e per impedire eventuali impatti causati dalla fruizione.

Legambiente è stata anche impegnata nella redazione dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 in cui ricadono le riserve naturali affidate in gestione: un’attività che ha consentito di aggiornare le conoscenze, di evidenziare i principali fattori di minaccia e di programmare gli interventi necessari alla tutela dei siti ed alla promozione delle attività compatibili.

La tartaruga marina Caretta caretta

Dal 1997 viene monitorata annualmente l’ovodeposizione della tartaruga marina nella Spiaggia dei Conigli a Lampedusa, per studiare la biologia riproduttiva della specie, identificare le minacce ed avviare le azioni di tutela. In 15 anni sono stati deposti 30 nidi e sono nati 2.197 tartarughini, con un tasso di schiusa superiore all’80%. Le attività di monitoraggio e le contestuali azioni di tutela e gestione del sito di ovodeposizione costituiscono un modello per la protezione di Caretta caretta.

Una nuova specie… cavernicola

Gli studi biospeleologici condotti nella Grotta di Santa Ninfa hanno permesso di scoprire una specie nuova per la scienza: si tratta di Choneiulus faunaeuropeae, un piccolo millepiedi depigmentato che vive tra i detriti nel ramo inferiore della cavità. Questa scoperta rappresenta un piccolo ma simbolico contributo all’aumento delle conoscenze sulla biodiversità del nostro pianeta.

Il progetto “Piccole Isole”

Per la sua posizione geografica l’isola di Lampedusa costituisce uno straordinario luogo di sosta per gli uccelli che dall’Africa migrano verso l’Europa. Per approfondire le conoscenze sulle rotte migratorie e sulla biologia dell’avifauna in migrazione la riserva naturale “Isola di Lampedusa” ha aderito al progetto “Piccole Isole” promosso dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e dalla Stazione di Inanellamento di Palermo. Sono stati effettuati censimenti sugli uccelli in transito verso gli areali riproduttivi.